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ComunICare: un percorso di Alternanza per i giornalisti di domani

Le nuove norme sulla scuola introdotte nel 2015 prevedono l’istituzione dell’Alternanza Scuola-Lavoro. I ragazzi delle superiori devono alternare cioè le ore di lezione in classe a un’esperienza che viene svolta in aziende, ma anche in enti locali, musei, istituzioni pubbliche o private. L’obiettivo della legge è quello di “incrementare le opportunità di lavoro e le capacità di orientamento degli studenti”. Capita però che non sempre le ore svolte in enti esterni abbiano qualcosa in comune con il normale percorso di studi dei ragazzi. Hanno suscitato clamore le storie di ragazzi mandati a lavorare nei fast-food (ovviamente a costo zero per i datori di lavoro) oppure di alunni piazzati a fare fotocopie in un ente pubblico.

Le occasioni migliori vengono offerte ai ragazzi grazie a dirigenti scolastici attenti, come la nostra preside, Fabia Baldi, o a referenti che cercano di tirar fuori il massimo dal territorio, come la professoressa Gianna Cappella. Nella nostra scuola i nuovi impegni sono stati assunti nel pieno rispetto degli studenti e del loro curriculum scolastico. Molti percorsi di Alternanza vengono svolti insieme a poli museali, ma anche con case editrici, istituzioni di ricerca di grande rilievo come il Cnr e le Università.

Uno dei progetti riguarda la testata giornalistica Elle Come Lavoro e consiste in un percorso di formazione al giornalismo sia teorico che pratico. Gli studenti impegnati in questa attività frequentano tutti la III E. Hanno già cominciato a lavorare in redazione per preparare un numero del giornale che verrà pubblicato a fine progetto. Le ore che passeranno in redazione saranno dedicate alla grafica e all’impaginazione, ma anche all’attività redazionale e alla comunicazione. Inoltre apprenderanno i concetti fondamentali della stesura di un curriculum vitae.

Gruppo di studenti al lavoro con l'editore di Elle Come Lavoro

Un gruppo di studenti al lavoro insieme a Francesco Mincione (terzo da sinistra), editore di Elle Come Lavoro

Le ore dedicate alla teoria hanno riguardato invece un elemento fondamentale del lavoro giornalistico: la verifica delle fonti, partendo dalla metodologia e concludendo con gli strumenti da utilizzare per questa componente irrinunciabile della professione del giornalista.

Il ciclo di incontri, lezioni e tirocini si chiama ComunICare. Contiene già nel titolo un riferimento esplicito al motto di Don Milani, il “mi importa”, “ho a cuore l’altro”, e ai curatori del percorso è sembrata una parola d’ordine attuale soprattutto se riferita al giornalismo. Negli ultimi tempi, infatti, molte testate hanno smesso di essere rivolte al lettore, o all’ascoltatore, per diventare una sorta di macchina da clic, seguendo un modello di business antico ma che si è adattato benissimo ai nuovi media.

Anche il linguaggio ha cambiato mira: non aspira più a conquistare un lettore e la sua fiducia ma a convincere un utente a cliccare su una notizia. E la stessa notizia ha smesso di servire la verità e ha cominciato invece a raccontare verità addomesticate (il fenomeno che abbiamo chiamato fake news), rivolte ad attirare l’attenzione di lettori, che a loro volta diventano mere propaggini di un mouse che clicca su un banner e genera traffico verso un sito.

Conoscere gli strumenti del linguaggio giornalistico, conoscere la vita di un giornale e le motivazioni di una scelta editoriale, renderà gli allievi capaci comprendere gli strumenti del mestiere e di capire con quali modalità vengono utilizzati.

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