Cerveteri, “Adotta una quercia” per restituire gli alberi al pianeta

 Se incontro un albero sradicato dal vento o schiacciato dalla neve, o roso dal ghiro, o morso dal cervo provo dispiacere, ma quando vedo una corteccia incisa da un barbaro coltello o un albero tagliato da una scure di frodo provo amarezza e rabbia perché se coltivate i boschi è segno di civiltà, danneggiarli e distruggerli è segno d’inciviltà e regresso.

                                                                                                     (Mario Rigoni Stern)

Per gli alberi e i boschi della Terra è una stagione infelice: i roghi sono all’ordine del giorno e nei mesi scorsi si sono registrati incendi di proporzioni catastrofiche nelle grandi foreste della California, dell’Angola, dell’Australia e nel “polmone verde” del pianeta, l’Amazzonia. Ma non bisogna risalire troppo indietro nel tempo per rendersi conto di come anche nel nostro territorio la furia delle fiamme (spesso per mano dolosa) non abbia risparmiato i boschi immediatamente attorno a Cerveteri, il castagneto e le betulle della Caldara di Manziana e il bosco di Palo (della cui rinascita il nostro giornale si è occupato). Meno alberi significa meno aria pulita, meno verde, meno rifugio per gli animali.

Per arginare questa preoccupante situazione, il Comune di Cerveteri, nelle persone dell’Assessore alle Politiche ambientali Eleonora Gubetti e del Sindaco Alessio Pascucci, ha promosso l’iniziativa In marcia con gli alberi… per seminare la Pace, svoltasi il 24 novembre sotto la grande quercia di Largo Almunecar con la partecipazione di numerose associazioni del territorio (tra le altre, il presidio di Libera Ladispoli-Cerveteri, la sezione del CNGEI di Bracciano, l’AVO di Cerveteri e Ladispoli), della Multiservizi Cerite, di due istituti scolastici di Cerveteri e di Scuolambiente, che proprio sotto l’imponente albero ha dato il via all’iniziativa “Adotta una quercia”, per la quale ogni interessato ha “adottato” appunto una piccola quercia che sarà piantumata insieme alle altre tra qualche anno in un luogo verde del Comune.

Dello stesso avviso è l’amministrazione, che in questi anni ha piantato decine di alberi e s’impegnerà negli anni a venire di piantare migliaia nel centro urbano, operazione che migliora l’aria dei cittadini, il verde e il decoro pubblico. Le associazioni, dunque, si sono spostate nei giardini pubblici tra via Goldoni e viale Manzoni, un tempo popolati di scivoli e bambini festosi e poi, nel corso degli anni, gradualmente impoveriti e trascurati; lì, gli operatori della Multiservizi, coadiuvati da esponenti delle varie associazioni e dalle scolaresche, hanno piantato tre alberi nel prato, come evento conclusivo della giornata e come simbolo di rinascita di un parco e, forse, di una cittadinanza.

Jean Giono scrisse in un breve romanzo di intensa bellezza, da cui è stato tratto un celebre e premiato film, L’uomo che piantava gli alberi (la storia di un pacifico montanaro che nell’arco dei decenni ha creato boschi nell’Europa traviata da due guerre mondiali), “l’albero rappresenta fin dai tempi più antichi, il simbolo e l’espressione della vita, dell’equilibrio e della saggezza”: alla luce di questa espressione si comprende l’affetto reverenziale di Rigoni Stern, che appuntava: “quando mi avvicino a un albero sento commozione dentro il petto, e quando gli sono accanto, senza farmi vedere, lo accarezzo”. E di certo in un alacre lavoro nel piantare gli alberi, e nel vedere i boschi come ponti di pace, riecheggiano le parole di Giono “gli uomini potrebbero essere altrettanto efficaci di dio in altri campi oltre alla distruzione”.         

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