Le mappe della disuguaglianza: un libro per cambiare la città

Si intitola Le mappe della disuguaglianza il libro presentato sabato 25 al “Wood and Stone” di Ladispoli, in Viale Italia. Il volume, scritto da Keti Lelo, Salvatore Monni e Federico Tomassi, edito da Donzelli nella collana Saggine, interpreta i dati raccolti dall’Istat o da altre istituzioni e “li fa parlare”: dà loro un’interpretazione interessante per farci capire chi siamo e dove ci stiamo dirigendo. A presentarlo, insieme all’architetto Enrico Puccini, anche la Preside del Liceo “Sandro Pertini”, Prof.ssa Fabia Baldi, che proprio su questa interpretazione si è concentrata: “Emergono le differenze, le disuguaglianze, le disomogeneità. Il libro ha una forte valenza educativa, perché quando si capisce cosa c’è che non va, si può anche suggerire che cosa si può fare”. E ricorda, la Preside Baldi, quanto sia difficile la nostra epoca: “Viviamo in un periodo di disuguaglianze e dobbiamo prenderne coscienza. Questi temi devono passare al livello politico, perché lì vanno trovate le strategie, le soluzioni e i finanziamenti”. La Preside ha ricordato infine quanto sia necessario che Roma, e il nostro Paese, non diventino periferia dell’Europa e del mondo. Per evitarlo è necessario pensare “alle vie consolari, attraverso le quali la cultura dei Romani si faceva strada verso il mondo”.

La copertina del volume

La situazione disegnata dalle mappe raccolte da Lelo, Monni e Tomassi è davvero interessante, per i cittadini che potranno conoscere a fondo il luogo in cui vivono, ma soprattutto per gli amministratori, che potranno utilizzare i dati e le loro interpretazioni per mettere a punto politiche davvero efficaci. “Il libro è nato nel 2016, con il sito mapparoma.it – racconta Salvatore Monni – pochi mesi prima delle elezioni comunali a Roma. Allora la città veniva raccontata in tanti modi diversi, tutti irriconoscibili. A quel punto è nata l’idea del blog, per usare un linguaggio capace di arrivare a tutti. Al centro c’erano le mappe, che abbiamo preparato per dare una descrizione fedele della realtà”. Dati e mappe, adesso, offrono delle indicazioni importantissime, che tracciano l’identità del territorio. “Ci fanno vedere come decenni di approccio politico hanno trasformato la città”.  

Un momento della presentazione

Interessante la riflessione sui titoli di studio: i laureati sono nettamente concentrati nei quartieri centrali di Roma, mentre il loro numero scende nettamente nei quartieri periferici o nei comuni della provincia. Ai Parioli quasi un abitante su due ha la laurea (42 per cento). A Ladispoli, invece, solo un abitante su dieci (10,2 per cento). Ancora peggio a Tor Cervara: 5 per cento della popolazione ha una laurea. Un rapporto di uno a otto con i Parioli. E il tasso di occupazione è la conseguenza dei livelli di istruzione. A proposito di ricchezza prodotta, ad esempio, il rapporto tra Parioli e Tor Cervara è di uno a tre. La vera emergenza, spiega Salvatore Monni, “è delle opportunità: nascere in una zona della città vuol dire avere meno opportunità”. 

Marco Molea, il Libraio di “Scritti e Manoscritti”

Keti Lelo ha illustrato le mappe e i loro indicatori, senza trascurare l’area metropolitana e Ladispoli. Scopriamo così che Roma ha uno sviluppo poco omogeneo: alcuni quartieri hanno una struttura più compatta, mentre altri sono difficili da raggiungere e ospitano poche persone. “Ecco perché – spiega keti Lelo – spesso i servizi nelle zone più periferiche sono scadenti: perché non è facile organizzare i trasporti in aree remote dove vivono pochissime persone, così come è difficile la manutenzione, la raccolta dei rifiuti”.

Da sinistra: Federico Tomassi, la Preside Fabia Baldi, Keti Lelo, Salvatore Monni ed Enrico Puccini

Federico Tomassi ha analizzatogli spostamenti della popolazione. “I romani sono cambiati: molti dalla città si sono trasferiti verso le città dell’hinterland, ma altri sono arrivati a vivere in città”. Anche Ladispoli è cresciuta molto, anche se in linea con le altre città della provincia. La popolazione dell’hinterland romano, dal 2001 al 2018, è cresciuta del 30 per cento. Alcuni comuni sono cresciuti più del 30 per cento, come Ladispoli, che nel 2018 contava 42mila abitanti”.

Anche Enrico Puccini, esperto di urbanistica, ha analizzato gli spostamenti e le diseguaglianze della popolazione, collegandoli a fenomeni economici, per comprendere le dinamiche della città. Interessante il suo collegamento tra la disuguaglianza e la proprietà della casa. “In Italia circa l’80 per cento degli abitanti è proprietario della casa. A Ladispoli il 73 per cento. Le persone abitano e vivono dunque dove la casa se la possono permettere”. Solo che le differenze di prezzo tra una zona e l’altra sono anche molto evidenti: “Si va da 1500 euro al mq di Tragliatella ai 7mila del centro storico. Lo Stato si è molto ritratto: politiche per la casa non ce ne sono più. Invece andrebbe evitato lo spopolamento del centro storico, anche dando degli incentivi”.  

Emerge, dal libro e dalla serata che si è trasformata in un laboratorio di idee, in un ambiente familiare e informale come la birreria “Wood and Stone”, una difficoltà che il nostro Stato, finora, non è riuscito a superare: come ricorda l’introduzione del libro, la Costituzione descrive con cura il concetto di uguaglianza e afferma che compito dello Stato è quello di realizzarla. Leggere i dati raccolti e analizzati in Le mappe della disuguaglianza, invece, fa capire come questo compito non sia stato assolto. Lascia speranze, questo volume: conoscere e analizzare è già un primo passo per intraprendere politiche davvero efficaci.  

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