Promo

Il campione paralimpico Andrea Pellegrini e i veri valori dello sport

L’entusiasmo e la passione, il divertimento e il carisma, il rispetto e l’umiltà, la fiducia nelle proprie capacità e l’accettazione di sé stessi, la determinazione nell’inseguire i propri sogni e lo spirito di sacrificio, la resilienza: sono questi alcuni dei valori che contraddistinguono i grandi uomini e, nell’ambito sportivo, essi costituiscono le fondamenta di una luminosa carriera, perché “questi valori sono le medaglie alla base dello sport”, per citare le parole di Giorgio Scarso, Presidente della Federazione Italiana Scherma.

Si è tenuta recentemente presso la Biblioteca Comunale di Ladispoli una conferenza d’inaugurazione della mostra fotografica e per la presentazione del libro En Garde, di Diana Pintus, che ripercorre, appunto, la storia e la vita personale del campione paralimpico Andrea Pellegrini. “È un atleta, un campione, una celebrità – ha commentato l’autrice – non solo nei confini della sua città, Ladispoli, bensì un più generale simbolo dello sport, nel senso più puro del termine: quello dell’allenamento quotidiano e del gesto atletico straordinario. Al contempo è un uomo che è stato capace, con semplicità, forza e generosità e grazie allo sport, di riprendersi la propria vita a trecentosessanta gradi”.

Nel 1991, proprio presso la stazione di Ladispoli, l’allora ventunenne Andrea fu vittima di un grave incidente ferroviario, che gli causò la perdita di una gamba. “Il processo di accettazione e di comprensione di me stesso è avvenuto piano piano”, racconta Andrea Pellegrini. “Ho vissuto determinate cose e ho capito che non era il caso di piangermi addosso. La prima cosa è accettarsi, perché poi tutto è possibile. Se ci si accetta, allora si va incontro al futuro. È da lì che nasce la forza. Questo è quello che vorrei insegnare: la possibilità, grazie allo sport, di tornare a sorridere e di regalare sorrisi, una possibilità che ho avuto io, dopo il mio incidente”. Così Andrea ha commentato la propria esperienza, pur drammatica, sottolineando proprio il fatto che il valore dello sport sta nel riuscire a trasmettere l’amore che si mette in ciò che si fa.

Pellegrini, cestista e schermidore, ha partecipato a cinque edizioni dei giochi paralimpici, vincendo complessivamente nove medaglie nella scherma in carrozzina, di cui una medaglia d’ oro (sciabola individuale) “con cuore, passione e amore e fatica – dice lui stesso – ma quando ci si diverte non si percepisce fatica”. Andrea ha il vanto di aver partecipato anche ai Campionati mondiali ed europei, mentre nella pallacanestro è divenuto quattro volte campione d’Europa, sia con la nazionale italiana sia con la propria squadra, la Santa Lucia Sport Roma.

Francesco Caia, autore dell’articolo, con il campione Andrea Pellegrini

“Pellegrini – affermano i maestri di scherma Carmine Autullo ed Emanuele di Giosafatte, intervenuti nella conferenza insieme al presidente Giorgio Scarso – è tuttora l’espressione massima nell’ambito della scherma paralimpica, perché è un atleta di esperienza che incarna lo spirito agonistico più sano, quello privo di egoismo e di vanagloria e nutrito, al contrario, della encomiabile volontà di trasmettere agli altri tutto quello che si fa”. Andrea, con la propria vicenda e le proprie parole, insegna ai giovani e a chiunque quanto sia importante imparare dai propri errori e reagire: “Nel 1995 mi hanno arrestato per detenzione di hashish. Ho fatto degli errori e ho pagato le conseguenze, mi sono preso le mie responsabilità. Continuavo a ripetermi: sono il più forte, sono il più forte. Mi manca la gamba ma non c’ho paura di niente. E invece non era così. Devi guardarti allo specchio ogni mattina e dire: ok, sono un atleta, ho degli obbiettivi, li voglio raggiungere, devo lavorare sodo”.

Sono parole semplici, quelle di Andrea, ma che chiunque dovrebbe cucirsi addosso. Parlando di famosi discorsi motivazionali, viene spontaneo citare il famoso pugile Rocky Balboa: “Il mondo ti mette in ginocchio e ti lascia senza niente; nessuno può colpire duro quanto fa la vita, perciò andando avanti non è importante come colpisci, l’importante è come sai resistere ai colpi, come incassi, se finisci al tappeto hai la forza di rialzarti: così sei un vincente e un uomo vince solo se sa resistere. E finché non si ha fiducia in sé stessi, non si vive”. Andrea, cosa rappresenta per te lo sport? Per me, è vita.

3 commenti su “Il campione paralimpico Andrea Pellegrini e i veri valori dello sport”

  1. Avatar
    Antonio Cuscito ha scritto:

    Complimenti Francesco, veramente un ottimo articolo che evidenzia quanto la forza di volontà e la voglia di riuscire ad emergere riesca a far superare anche gravi incidenti ed esperienze di vita negative.

  2. Francesco
    Francesco ha scritto:

    Grazie, sono contento che siano stati trasmessi con successo i messaggi sui valori – dello sport e della vita – che tutti dovrebbero profondere in ciò che fanno.

  3. Avatar
    Carlo Cuppini ha scritto:

    Grazie per questo articolo toccante, ben scritto e privo di retorica, che suscita riflessioni.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.