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Sanremo all’insegna delle donne e dell’amicizia

“Non dobbiamo più avere paura, noi donne vogliamo essere note, silenzi, rumori, libere nello spazio e nel tempo. Vogliamo essere musica”: questa affermazione decisa e potente – contenuta nello struggente monologo di Rula Jebreal contro la violenza sulle donne – è il simbolo più rappresentativo del 70esimo Festival di Sanremo, aperto al sociale e specialmente alle donne. Con tono pacato e al contempo duro, la giornalista palestinese è intervenuta, emozionando tutti, sul palco dell’Ariston nel corso della prima serata.

Il monologo ha preso il via con domande melliflue frequentemente rivolte alle donne vittime di violenza nelle aule di tribunale: “Aveva la biancheria intima quella sera?” oppure “Trova sexy gli uomini con i jeans?”-  solo per citarne alcune. “Domande che sottintendono una verità amara, crudele: noi donne non siamo mai innocenti, perché abbiamo denunciato troppo tardi o troppo presto, perché siamo troppo belle o troppo brutte, insomma ce la siamo voluta”. Jebreal ha parlato anche del suicidio della propria madre, perché “il suo corpo era qualcosa di cui voleva liberarsi, era stato il luogo della sua tortura”. E ancora:  ”Ho imparato, però, venendo da luoghi di guerra, a credere nelle parole e non ai fucili, per cercare di rendere il mondo un posto migliore, soprattutto per le donne. Abbiate il coraggio di denunciare attaccandovi alle parole, le quali devono trasformarsi in realtà, concretizzarsi, attuarsi.” Sono stati poi ricordati alcuni numeri sconcertanti  – e “spietati” – , relativi a casi di donne violate.

Infine, l’invito alle donne: “È necessario parlare, il senso in fondo è nelle parole giuste e nelle domande giuste”. E agli uomini: “Lasciateci essere quello che siamo e quello che vogliamo essere. Siate nostri complici, nostri compagni, indignatevi con noi, ribellatevi con noi”.

La cantante Tecla, che ha dedicato la sua canzone alle donne


Sebbene ci siano state polemiche prima del Festival, il conduttore e direttore artistico Amadeus ha riscosso, insieme al fantastico show-man Fiorello, un enorme successo dovuto a vari motivi: “Il rapporto di amicizia tra me e Fiorello – si sono definiti “la coppia più bella del mondo”, “gli amici di una vita” – è quello quotidiano di fiducia col pubblico. Le polemiche hanno attirato curiosità; avevamo tutti gli occhi puntati addosso, eravamo sotto le luci dei riflettori e abbiamo collaborato meravigliosamente con serenità e amicizia per rendere stupenda questa 70esima edizione di Sanremo. Teniamo a sottolineare che i giovani si sono avvicinati al Festival come non accadeva da “illo tempore”. È merito di tutta la squadra, perché ognuno ha dato il proprio contributo: Fiorello nel ruolo del mattatore travolgente e Amadeus come spalla ideale. Prima l’imitazione di Maria de Filippi – con tanto di parrucca e tacchi -, poi i palleggi sul palco con il campione di tennis Novak Djokovic, infine una miriade di sketches divertenti, il tutto seguito da parecchie risate ed entusiasmo. E’stato infine rimarcato più volte il fatto che la riuscita della manifestazione canora è stata dovuta in gran parte all’intelligenza, all’amicizia e alla professionalità della coppia “Ama-Fiore”.

A far da contorno a questo appassionante Sanremo, alle emozionanti manifestazioni a favore delle donne, alla straordinaria amicizia tra Amadeus e Fiorello, è stata la grande musica, accompagnata da grandi look. Si è passati dalla personalità eccentrica di Achille Lauro, al divertente gruppo “I Pinguni Tattici Nucleri” – arrivati terzi con “Ringo Starr” – dall’apparizione di Roberto Benigni sul palco con il discorso a proposito del “Cantico dei Cantici”, allo scandaloso disastro commesso dal duo Morgan e Bugo, usciti di scena durante l’esibizione. Il solare e simpatico Francesco Gabbani si piazza secondo con “Viceversa”, mentre Diodato, la cui canzone intitolata “Fai rumore” trionfa, arrivando sul primo gradino del podio, e viene definita “un invito ad abbattere i muri dell’incomunicabilità e le pareti che ci dividono, ad accorciare le distanze che si creano con i silenzi, amplificando le nostre incertezze”.

“Non basta ricordare un giorno con un fiore se qualcuno poi lo calpesta. Ci vuole Forza e Coraggio”, per citare solo alcune delle parole del testo della canzone di Tecla, ragazza di 16 anni che ha rappresentato le donne a Sanremo. Le donne e l’amicizia: i due pilastri, e valori, di questa appassionante 70esima edizione del Festival di Sanremo.

Un commento su “Sanremo all’insegna delle donne e dell’amicizia”

  1. Avatar
    Annalaura ha scritto:

    Articolo bellissimo, scorrevole, completo e nello stesso tempo sintetico mettendo in risalto temi fondamentali come il rispetto per le donne e non solo ,l’amore e l’amicizia, pertanto penso tu possa spaziare in vari campi e non solo nello sport bravo!!!!

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