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Vivere da studenti, desiderando la normalità

Stiamo affrontando tempi duri. I numeri dei contagiati e dei decessi, purtroppo, sono ancora elevati e noi tutti siamo relegati in casa. Dobbiamo trovare, però, il modo di andare avanti, riempiendo le nostre giornate. Non dobbiamo mollare gli studi e le passioni, aspettando che le lenzuola ci ingoino e il divano assorba, in modo ben delineato, la forma del nostro posteriore. Non smettiamo di pensare ai nostri sogni, al nostro futuro e possibilmente, di immaginarlo colmo di gioie. E un modo per continuare a resistere, e trovare la forza di alzarsi dal letto ogni mattina, deve essere proprio voler perseguire i nostri obiettivi. Ci siamo resi conto che tanti di noi la pensano così. Emerge chiaramente da questa intervista-dialogo realizzata con Niccolò Nizza, studente del 2E del liceo “Sandro Pertini”. Nella nostra chiacchierata analizziamo i pareri e stati d’animo, ma raccontiamo anche come è organizzato il lavoro di uno studente costretto a rimanere a casa.

Niccolò Nizza

Niccolò, parliamo del Covid-19. Sei spaventato o tranquillo, considerando anche che è arrivato a Ladispoli?

“Non mi sento spaventato, ma sono preoccupato per quello che sta attraversando il Paese. Sono triste perché non posso vedere i miei compagni, i miei amici, e sono obbligato a stare segregato in casa: ciò influisce molto sul fattore psicologico, ma capisco che queste imposizioni sono giuste per arginare questo virus. Inoltre, sono più spaventato di passarlo agli altri, specialmente alle persone a cui tengo, più che di ammalarmi io stesso. Ero consapevole del fatto che sarebbe arrivato a Ladispoli: ho tremato quando è entrato nel Lazio”.

Pensi che il governo stia gestendo bene questa situazione?

“Per me la stanno gestendo bene, bisogna prendere massime precauzioni poiché i dati  sono molto preoccupanti. Apprezzo che il governo decida per gradi e che prenda contromisure severe, ma adatte alla situazione: bisogna arginare il virus. Fungiamo anche da insegnamento per gli altri Paesi, che possono prepararsi e comprendere meglio l’importanza e la conseguente pericolosità del Coronavirus”.

Bene, adesso, passiamo alla tua vita di studente che prosegue a casa: com’è organizzata la tua giornata? Ti preoccupa il rientro a scuola?

“Svolgo attività didattiche per almeno cinque ore al giorno. Avverto ansia per l’impatto del rientro a scuola, dal momento che, con il programma, si correrà: per cui ritengo sia meglio rimanere costanti nello studio”.

Riesci ad alimentare e tener vive le tue passioni e i tuoi rapporti con gli altri?

“Sono in grado di coltivare le mie passioni, come la lettura, i videogame e il teatro, tramite piattaforme online; per distrarmi e divertirmi faccio delle videochiamate con i miei amici, per giocare e mantenere i rapporti. Considero importante coniugare lo svago e lo studio, in particolar modo di questi tempi”.

Pensi che questo periodo vissuto da relegati in casa possa far crescere le persone?

Difficile dirlo. Questo periodo può essere ambivalente: può aiutarci a crescere, ma può anche avere un effetto contrario. Mi sembra saggio affrontarlo come  un’occasione per diventare più maturi e affrontare con dinamiche nuove i lavori futuri: si sta sperimentando lo smart working (lavoro da casa), che potrebbe tornare utile”.

C’è un messaggio che vorresti lanciare ai nostri lettori?

“Noi Italiani abbiamo affrontato momenti difficili, perciò teniamo duro. Prendendo le dovute misure ne usciremo col tempo. Armiamoci dunque di santa pazienza e speriamo che passi tutto prima possibile. Intanto aiutiamo la nostra amata Italia restando a casa: l’attesa aumenta il desiderio di rincontrarci riabbracciarci: quello sarà un giorno felice”.

A questo punto viene spontaneo citare le mirabili parole di Papa Francesco: “Ci troviamo a remare e a confortarci  insieme sulla stessa barca. Possiamo andare avanti solo insieme. Nessuno si salva da solo”. Sono parole di incoraggiamento a resistere a questo duro periodo e un promemoria per quando ne usciremo. Probabilmente, solamente ora capiamo e ci accorgiamo vivendo quanto sia semplicemente meravigliosa la normalità. La normalità che rappresenterà un valore da custodire; la normalità che sembrava noiosa, a tratti seccante, ora la desideriamo e, quando la otterremo di nuovo, la apprezzeremo come non mai: sarà un dono semplicemente fantastico.

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