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Verso la conquista della vittoria e della libertà

Si è procurata un invalidante infortunio, veramente durissimo. I dottori: “Si rimetterà, questo meraviglioso Stivale, se – e solo se – prenderà le dovute precauzioni e si atterrà alle restrizioni deliberate”. Il periodo più logorante e massacrante, finalmente, sta giungendo al termine. Allora, lui si scalda, prepara ogni muscolo. Eh, vuole andare, vuole ripartire. Non sta più nella pelle. Brama ardentemente di correre liberamente per il campo, facendo percepire a tutti il rumore del proprio “zoccolo”, che scandisce suoni soavi di libertà, quella che gli è stata sottratta e che vuole riconquistare. Per questo, adesso, si sta curando per essere pronto a scalciare un calcio di una potenza immane. Un calcio inedito, da grande campione, che pretende di mandare al tappeto il proprio avversario, che finora ha condotto la partita. È il 90esimo minuto, siamo agli sgoccioli. Ogni match, però, si conclude solo al triplice fischio finale. L’arbitro indugia a fischiare, nonostante abbia il fischietto in bocca. Ma lui non molla, non smette di combattere e di inseguire il proprio sogno di libertà, da regalare anche a tutti i propri figli. Ben venti, dai più grandi ai più piccoli, da quelli infortunati a quelli ancora in forma. Nel primo tempo, quest’avversario logorante è andato a segno con un colpo incredibilmente possente. 1-0. Tutti gli spettatori che, da casa, assistono alla storica partita – è proibito andare allo stadio, per ragioni di sicurezza – tendono a darsi per vinti. Il pessimismo impera tra le poltrone. È questo, invece, il momento di un nuovo Positivismo, non il movimento filosofico-culturale ottocentesco, bensì quel sentimento che induce a pensare di potercela fare. E allora, è quasi fatta …, Perché la gloria, prima o poi, cambia rotta, a favore di chi lotta, di chi combatte, di chi si rialza da terra con più determinazione. Si dà l’anima per ottenere la vittoria, da cui proviene un delizioso profumo, il “profumo” della libertà: è per questo che non ci si arrende. Per la vittoria e la conquista della libertà. Stivale è la stella della squadra, ma non riuscirà mai a portare a casa il risultato senza l’aiuto dei suoi compagni di gioco. È lui il campione, ma come tutti i fuoriclasse, non può farcela da solo.

Fonte immagine: fnopi.it

Nel secondo tempo, entrambe le porte rimangono imbattute. La squadra dello Stivale, a cui appartengono tutti gli Italiani, si difende. Non prova a contrattaccare la compagine, denominata dagli esperti, Covid-19. Quest’ultima, dallo stemma regale, si accontenta del risultato maturato nella prima frazione di gioco. Il tempo scorre, ineluttabilmente. “Mala tempora currunt”: così affermerebbe, anche nell’attuale situazione, Cicerone. Siamo nei minuti di recupero. Ad un certo punto, però, Stivale rassicura i compagni: sta guarendo, può tentare nuovamente di sfoderare il proprio tiro. Un tiro impetuoso che rappresenterà tutto il Paese, che è lì a tifare dal divano, ma con una passione travolgente e anche un po’ isterica, man mano che si va avanti. “Compagni, Amici – poiché per farcela dobbiamo essere uniti dal valore inestimabile dell’ amicizia -, io posso provare e riuscirò ad abbattere la muraglia difensiva eretta dai nostri rivali. Ma solo a condizione che voi mi supportiate. Rimanete, perciò,  ancora vigili, perché ci possono prendere in contropiede. Attenzione!”.

Con uno scatto felino, lo Stivale, che indossa il numero 10, il numero dei campioni, arriva nell’area avversaria. Il pallone sta fluttuando in aria dopo un cross. Fluttua, fluttua, fluttua ancora. Si abbassa repentinamente. Lo Stivale comprende che la sfera sta atterrando in modo leggero e delicato sui propri piedi. Sa anche che è l’ultima occasione per pareggiare. E questa volta, la sconfitta non è contemplata, perché l’esito della partita si rifletterà su tutto il Paese. Stivale capisce, inoltre, che non potrà stoppare il pallone, che sta scendendo come trasportato da un ascensore. Ha degli avversari che stanno sopraggiungendo e si vede costretto al tiro al volo, anche se non è la sua specialità: è proprio nel momento cruciale, però, che proverbialmente i campioni danno il meglio di sé! Auguriamoci che succeda anche questa volta! Ecco, l’ascensore fa precipitare il pallone al piano terra. Lui non sente il suono della sfera, ma ne vede l’ombra … È lì. È quasi il momento dell’impatto. Allora, inizia a caricare il tiro … La palla s’abbassa vorticando e, dai movimenti, rapidi e circolari, sembra un tornado.

“Ecco, ho il mio obiettivo davanti. Devo farcela. Ce la devo fare. Dove indirizzo il pallone, considerando che il loro portiere occupa tre/quarti della porta? Devo liberare un tiro preciso e al contempo potente. Devo liberare il mio Paese!”.

Entra in contatto con il pallone. Tutti hanno il cuore in subbuglio, sono in preda all’angoscia, ad una tensione indicibile e ad un entusiasmo nervoso. Lo colpisce. Il pallone ricomincia a girare, stavolta però verso la porta. Il portiere si tuffa. Niente da fare per Stivale, sembrerebbe. Il loro portiere è veramente agile. Allunga le mani … è anche in anticipo rispetto al pallone … Non speriamo neanche più di agguantare il pareggio. Siamo condannati. Ah, no! Un attimo! Clamoroso! La sfera si ferma a un metro dalla porta e inizia a roteare sull’erba. Pazzesco! Si ferma, si impunta lì. Sembra intenzionata a scavare una fossa in cui sotterrarsi. Ma no … Un altro assurdo colpo di scena! La palla inizia a vorticare, proiettandosi verso l’altro angolo della porta! Tutti gli Italiani spingono questo tiro con la propria voce e la propria anima, con le proprie forti ed esasperate emozioni. L’estremo difensore, però, prova nuovamente a ritornare sulla traiettoria. La palla vortica, fluttua. Raggiunge la rete … e si insacca. Si insacca. Gooooal! Magistrale. Sontuosamente straordinario. Un prodigio! Gli Italiani esplodono, esultano di gioia, dando sfogo alle proprie emozioni e liberando il proprio pathos. Gooal!!! E’ 1-1. In extremis, il superbo Stivale segna, buca la rete avversaria. Un tiro potente, preciso e ad effetto. Una meraviglia, degna di un grande giocatore, che ci porta tutti ai tempi supplementari! Siamo ai tempi supplementari!

Fonte immagine: ChaosSoccerGear da Pixabay

“Ragazzi” – parla Stivale ai suoi compagni corsi da lui per festeggiare – “avete visto? Abbiamo inferto anche noi un bel colpo al nostro avversario. Abbiamo dimostrato che, senza perdersi d’animo e uniti, si può ribaltare  anche il più risultato scoraggiante. Non si vince da soli, ma sempre con la squadra. E tutti noi, infatti, abbiamo dato il nostro indispensabile contributo, con determinazione e resilienza. Non ci siamo arresi! Abbiamo combattuto con le unghie e con i denti (e con i medici)!  “Non importa quante volte cadi al tappeto. Importa quante volte riesci a rialzarti”, per citare il favoloso Rocky Balboa. Ora, nei tempi supplementari, non dovremo abbassare la guardia, consci della maggiore stanchezza e vulnerabilità dei nostri avversari. Non li sottovalutiamo. Non cantiamo vittoria, mi raccomando! E poi … andiamo a segnare il goal della vittoria! Della nostra vittoria, di tutti noi! La vittoria della libertà!”.

Un commento su “Verso la conquista della vittoria e della libertà”

  1. Avatar
    Antonio Cuscito ha scritto:

    Francesco, un articolo carico di adrenalina e soprattutto incoraggiante per il risultato finale !

    Complimenti.

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