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Servizi essenziali: intervista al dipendente di un supermercato

Durante il lockdown causato dalla pandemia di Covid-19, siamo stati costretti a rimanere in casa per due mesi e ci era concesso di uscire solamente per le esigenze personali oppure per fare la spesa. Nei primi giorni della quarantena abbiamo assistito a una psicosi generale, e le persone, temendo che potessero finire le scorte di viveri, hanno preso d’assalto i supermercati.

A causa del distanziamento sociale, che impone un metro di distanza tra una persona e l’altra, si sono create delle file chilometriche fuori dai negozi di alimentari. Alcuni di essi hanno offerto – e continuano a offrire – anche il servizio di spesa a domicilio, servizio rivolto soprattutto a chi, per varie ragioni, non poteva uscire di casa.

Abbiamo deciso di intervistare un dipendente di un supermercato, che nonostante il lockdown, insieme ai colleghi ha dovuto recarsi sul posto di lavoro tutti i giorni, rischiando anche la propria vita. Abbiamo chiesto quali misure di prevenzione sono state attuate al lavoro.

“Il supermercato ha attivato da subito le procedure di sicurezza, e ci ha fornito sia le mascherine che i guanti. Inoltre alle casse sono stati installati dei divisori in plexiglass, per tutelare la sicurezza di tutti, sia dei dipendenti che dei clienti”.

Ti sembra che le persone siano più nervose, quando vengono a fare la spesa?

“Di certo l’inizio della fase uno è stato molto difficile, per il semplice fatto che dovevamo spiegare sempre le varie procedure, e questo ha creato abbastanza nervosismo. Il problema è che molte persone hanno continuato a venire tutti i giorni, nonostante noi consigliassimo loro di fare una spesa più consistente, che potesse durare loro almeno una settimana. Spesso si sentiva dire al telegiornale che molte persone continuavano a uscire tutti i giorni per andare a fare la spesa, perché quello era l’unico modo che avevano per uscire di casa, ma in questo modo hanno contribuito a creare code infinite fuori dai negozi”.

Fonte immagine: Marco_Pomella, Pixabay

Come sono stati organizzati i turni di lavoro?

“Durante la fase uno si chiudeva alle 19, invece che alle 20, e la domenica mattina si rimaneva chiusi. Nonostante ciò abbiamo lavorato qualche ora in più rispetto al solito, al fine di garantire una copertura maggiore, sia per quanto riguarda il rifornimento dei prodotti che per garantire una maggiore assistenza ai nostri clienti”.

Possiamo affermare con certezza che questa quarantena è stata complicata per tutti, sia per chi ha lavorato che per chi è stato costretto a rimanere in casa. L’unica cosa che possiamo fare per combattere il virus ed evitare una nuova ondata, è continuare a indossare guanti e mascherine, soprattutto in un luogo chiuso e affollato come il supermercato.

Immagine di copertina: Alexas_Fotos, da Pixabay.

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