“Cibo per la mente”, studiare insieme al tempo del Covid

Mala tempora currunt commenterebbe Cicerone, guardando l’Italia e i suoi discepoli costretti alla didattica a distanza. In fin dei conti, è lecito affermare che la maggior parte degli studenti, alcuni dei quali in spazi precari e con scarsi supporti tecnologici, vivono e lavorano in una condizione di clausura, priva di una vera socializzazione, ma basata – come per una sorta di contrappasso – sui rapporti “virtuali”, oggi tanto diffusi e fruiti da giovani e non. Per fronteggiare questi problemi, l’organizzazione “Studenti di Ladispoli” ha ideato una brillante iniziativa, denominata “Cibo per la mente”: alcuni gestori di locali mettono, cioè, a disposizione degli studenti le proprie sale per dar loro un luogo in cui studiare e poter socializzare nel rispetto delle norme anti-Covid. Così facendo, è possibile aiutare economicamente anche gli imprenditori, che stanno vivendo una forte crisi. Si tratta di un progetto che rappresenta una considerevole manifestazione della solidarietà, che permette di vincere e di superare anche momenti complicati, e apparentemente insormontabili, come quello attuale.

Abbiamo intervistato i ragazzi di “Cibo per la mente”: Sarah Penge, Riccardo Leoni, Elena Cavalli, Paolo Refuto e Andrei Manole. Sono tutti studenti universitari, ma Sarah, Riccardo, Elena e Paolo sono anche ex allievi del “Pertini”.

Descrivete la vostra iniziativa?

Ritenendo che sia fondamentale un dialogo costante tra gli studenti e le istituzioni, abbiamo deciso di istituire la “Rappresentanza studentesca del ventunesimo secolo”, affinché desse voce agli studenti. Il nostro obiettivo è quello di mediare tra gli studenti ed istituzioni, pur conservando un approccio critico, una nostra “mente”; vogliamo coniugare, cioè, il rispetto delle norme con la tutela aspetti democratici, quali il diritto alla cultura e allo studio. Cerchiamo di fornire idee e modi per organizzare i progetti che abbiamo in mente. “Cibo per le mente” è uno di questi.

Com’è nato questo progetto?

Nell’ultima fase della stagione estiva, abbiamo constatato che alcuni ragazzi non avevano spazi sufficienti per studiare, né disponevano di una connessione internet adeguata. Il luogo ideale in cui “rifugiarsi” sarebbe stata la Biblioteca comunale, ma era impraticabile, prima perché chiusa, in seguito aperta solo per un numero molto esiguo di studenti ogni giorno. Abbiamo dunque cercato più volte di avere un appuntamento con il Sindaco, ma senza successo. Dopo un sit-in fuori dal Comune, siamo stati ricevuti dall’assessore alla Cultura, ottenendo la riapertura della biblioteca, chiusa di nuovo, purtroppo, alcune settimane dopo. Ecco perché abbiamo deciso, di percorrere un’altra strada, quella di creare autonomamente qualcosa di nuovo e produttivo: è nata così la nostra organizzazione e ci teniamo a dire che essa si occupa dell’interesse pubblico e che, pertanto, non ha colori politici. Uno dei nostri obiettivi è anche quello di far capire che noi studenti siamo una parte integrante e fondamentale della società; è così che abbiamo dato il via a questa forma di solidarietà civile, che si è concretizzata, appunto, nell’iniziativa “Cibo per la Mente”. Del resto, come recita il nostro motto, “ignorati, ma non ignoranti”.

Come si struttura l’iniziativa ?

Alcuni locali dislocati in tutta la città (“Marquis’pub”, “Takaroa”, Cristal Bar, l’Emporio, Four X, Floema Serra Bistrot) hanno accettato di mettere a disposizione i propri spazi agli studenti che avessero bisogno di un luogo in cui studiare o di una connessione internet, il tutto nel rigoroso rispetto delle norme anti-Covid. Abbiamo anche lavorato sul tracciamento degli studenti: inizialmente con registri cartacei, poi con un programma online, su sito Internet.  In questo modo, tutti avranno pari ed eque possibilità, condizione che sta alla base del diritto allo studio sancito dalla Costituzione: ecco cosa intendiamo quando parliamo di volere coniugare il rispetto delle norme con il mantenimento degli aspetti democratici. Ovviamente si chiede agli studenti di consumare qualcosa nel locale, anche come gesto simbolico di solidarietà ed espressione tangibile dell’aiuto e del contributo che noi studenti vogliamo profondere all’interno della società.“Permettiamo di tenere vive queste attività, senza che si richiudano nel proprio guscio” sono le sagge parole della proprietaria di un locale.

E’ stato difficile accordarsi con gli esercenti dei locali?

No, affatto. C’è grande sinergia, perché vogliamo aiutarci a vicenda.

Ultima domanda: che consiglio dareste agli adolescenti liceali chiusi in casa, vittime della cosiddetta “sindrome della capanna”? 

Tenere sempre il focus su dove può portare lo studio; lo studio non è un’imposizione, bensì un mezzo con cui elevarsi ed essere un cittadino migliore. Lo studio eleva la condizione mentale di un individuo; lo studente è tale perché si interessa. Reputiamo che sia importante capire che cosa simboleggi lo studio e che, durante questo periodo, è possibile approfondire vari argomenti. Pensiamo che sia l’occasione giusta da sfruttare per inventarsi e reinventarsi. Gli studenti possono portare l’Italia a un livello più alto, specialmente sotto il punto di vista digitale, che si sta rivelando una grandissima risorsa per lo studio. Infine, pensiamo che gli studenti, in particolar modo i liceali, stiano sostenendo una grande prova di maturità – essendo la prima generazione di studenti vittima di una pandemia e delle sue conseguenze. Infatti, lo studio rende maturi.

Concludiamo lasciando la parola a Cicero: sono tempi bui per l’umanità, ma le idee che si materializzano in progetti come questo riaccendono la luce.

5 commenti su ““Cibo per la mente”, studiare insieme al tempo del Covid”

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    Antonio Cuscito ha scritto:

    Francesco, complimenti per questa interessante intervista che ha il merito di mettere in luce la splendida e virtuosa iniziativa di un valido gruppo di universitari ed ex studenti del Pertini. Personalmente ho avuto modo di conoscere Riccardo in occasione della comune esperienza triennale nel consiglio di istituto del Pertini e questa lodevole iniziativa lo rappresenta pienamente insieme ai suoi compagni di avventura, e superando anche ostacoli apparentemente insormontabili, hanno portato avanti le proprie idee.
    Continuate cosi ! 💪👍

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    Duilio Caia ha scritto:

    Geniale, una idea assolutamente unica nel suo genere. È anche una risposta concreta all’ottusita’ dimostrata dai burocrati che sottovalutano (spesso purtroppo) le enormi potenzialità dei nostri giovani.
    L’articolo descrive con chiarezza la problematica ed i rimedi adottati.

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    Annalaura Romoli ha scritto:

    Bellissima iniziativa, intervista interessante , scorrevole e profonda. Bravo Francesco per averla fatta affinché sia di stimolo per tanti ragazzi

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    Lidiano zanzi ha scritto:

    Capperi! (Per non usare una espressione più roboante) Bella iniziativa ed intervista canalizzata all’obiettivo !Ma chi è questo Caia?

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    Caroli Giovanna ha scritto:

    Francesco, con ogni intetvista o commento superi te stesso, ottimo.

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