Ruth Bader Ginsburg, una vita per i diritti delle donne

Ruth Bader Ginsburg è stata la giudice più nota d’America. Ha fatto la storia battendosi per l’uguaglianza dei diritti delle donne. Notorious RBG, come era stata ribattezzata, era una forza inarrestabile, dentro e fuori la corte. È morta due mesi fa, 18 settembre.

Ruth Bader Ginsburg è nata a Brooklyn il 15 marzo del 1933. Fu un’ottima studentessa e divenne avvocato in un periodo in cui le donne non erano ammesse alla professione legale. Si laureò nella facoltà di giurisprudenza all’Harvard Law School, dove fu una delle nove studentesse in tutto il corso. Il fatto di essere donna non la ostacolò troppo nel corso dei suoi anni di studio, ma dopo essersi laureata cominciò a riscontrare molte difficoltà nel trovare un lavoro. Dopo essere stata ricercatrice, iniziò la carriera di docente universitaria, per la quale veniva tuttavia pagata molto meno rispetto ai colleghi uomini. Per Ruth però, non fu questo il fenomeno che la fece render conto delle disuguaglianze ormai evidenti e non più tollerabili tra uomini e donne. Se ne era infatti accorta ben prima che nessuna donna era mai stata apprezzata precedentemente per il fatto che avesse un cervello e che potesse utilizzarlo al pari di un uomo.

La disparità di trattamento economico fu uno dei tanti motivi che la spinsero ad andare fino in fondo, raggiungere un ruolo più prestigioso, ritrovarsi a lottare in prima linea per i diritti delle donne che a lei stessa erano stati negati, ma che, più di ogni cosa, sapeva le appartenessero. Il motivo per cui lottava era uno solo, le donne per cui lottava erano miliardi, perse molte volte e poche furono le volte in cui vinse, ma tutto ciò fu abbastanza per farsi notare.

Nel 1972 fondò la Women’s Rights Project all’American Civil Liberties Union, una organizzazione no profit che si occupa di difendere i diritti civili e le libertà costituzionali, e iniziò a insegnare alla Columbia Law School. La sua prima vittoria in tribunale risale agli anni Settanta, nel caso “Frontiero versus Richardson”, quando sostenne le ragioni di una sottotenente dell’aeronautica discriminata. Finalmente, nel 1980, il presidente Jimmy Carter la nomina alla corte di appello degli Stati Uniti. Ma non le basta, perché il 14 giugno 1993 toccò l’apice della sua carriera: divenne la prima donna giudice della Corte Suprema degli Stati Uniti d’America.

Combatti per le cose a cui tieni, ma fallo in un modo che induca gli altri a unirsi a te”

In un mondo regnato e dominato dal genere maschile, nel più piccolo, in una Corte Suprema a maggioranza maschile, il suo primo obbiettivo fu quello di convincere che il XIV emendamento, il quale garantisce un’equa protezione a tutti i cittadini, non si applicasse esclusivamente alle discriminazioni razziali, ma anche a quelle di genere. La Ginsburg voleva inoltre dimostrare come alcune leggi, scritte proprio a tutela delle donne, fossero in realtà nocive per la loro emancipazione. Nelle vesti di giudice, nel 1996 ha dichiarato incostituzionali le regole del Virginia Military Institute, che da più di 100 anni consentiva l’ammissione solamente agli uomini. La sua celebre frase “I dissent” diventa proverbiale. RBG difese l’interruzione della gravidanza, la gratuità della pillola, formò inoltre la giurisprudenza sulla parità salariale, sui diritti civili, sul diritto all’assistenza sanitaria, sul finanziamento della politica, fece infine passare i matrimoni omosessuali.

La sua morte all’età di 87 anni, dopo una lunga lotta contro un cancro al pancreas, lascia un grande vuoto non solo alla Corte Suprema americana, ma anche nella cultura popolare, che l’aveva celebrata proprio come una vera supereroina con la toga. Noi tutti la ricorderemo come lei stessa avrebbe voluto, come qualcuno che ha usato tutto il talento che aveva per fare il suo lavoro al meglio delle sue capacità e fino all’ultimo istante, e in suo onore continueremo a combattere per ciò a cui lei ha dedicato la sua vita: il diritto di avere diritti.

Foto di copertina: Supreme Court of the United States (Source 2), Pubblico dominio, https://commons.wikimedia.org/w/index.php?curid=55329542

Un commento su “Ruth Bader Ginsburg, una vita per i diritti delle donne”

  1. Francesco Caia
    Francesco Caia ha scritto:

    Veramente emoziamemte, complimenti!!!

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