Le Origini del Genio: monografia su Walt Disney

Se attualmente pensiamo all’animazione non può non venirci in mente Walt Disney, l’uomo senza il quale il sogno dei film animati forse non si sarebbe mai realizzato. Infatti è di un sogno che si parla: l’intuizione di un uomo visionario e dalla fervida immaginazione che ha dato vita ad uno dei colossi dell’intrattenimento odierno.

Walt Disney: l'Imprenditore di Sogni

  • Walter Elias Disney Jr., nato a Chicago nel 1901, e trasferito a Marceline nel Missouri nel 1906, è sempre vissuto a contatto con gli animali della fattoria del padre e questo sicuramente ha influenzato la sua carriera artistica. Il padre di Disney si ammalò nel 1910, e due anni più tardi a Kansas City, Walt venne assunto per quello che fu il suo primo lavoro artistico: disegnatore di insegne per un barber shop. In quegli anni al cinema iniziavano a vedersi i primi corti d’animazione, e forse fu questo che spinse Walt a iscriversi, nel 1917, alla Mckinley Highschool, dove disegnava vignette satiriche per il giornale scolastico con uno stile ancora molto acerbo. Nel 1919, anno del ritorno del fratello Roy dalla leva militare, i due iniziano a cercare fortuna in città. Roy viene assunto in banca, e questo lo renderà più che in grado di gestire le finanze del fratello, che più di una volta si ritroverà al verde. Disney verrà in un primo momento rifiutato come vignettista nel giornale cittadino, e poi assunto in una agenzia di grafica pubblicitaria per 50 dollari al mese. 
Roy O. Disney is Born - D23
 Roy O. Disney

                                                                                 

Una delle conoscenze più rilevanti della vita di Walt Disney è senza dubbio quella di Ub Iwerks, con il quale lavorerà fianco a fianco e con il quale fonderà il suo primo studio: “Iwerks-Disney commercial artist”. Walt si fidava molto di Ub, tanto da far comparire per primo il suo nome in quello dello studio; ma nonostante questo lo studio sarà il primo fallimento della carriera di Disney. Entrambi, successivamente, risponderanno all’annuncio di lavoro del New York Times, che però assumerà solo Walt. I due poi si rincontreranno come colleghi nel Kansas City Film ad Service, nel quale faranno le loro prime esperienze con l’animazione.

The Kansas City Years - Walt Disney

Disney inizierà ad appassionarsi all’animazione. In particolare sperimenterà per prima la cut-out animation, una peculiare tecnica che sfrutta dei personaggi di carta snodabili e mette insieme numerosi fotogrammi fissi, dando l’illusione del movimento, così come accade per la stop motion. Walt inizierà a doppiare i suoi corti e a sperimentare con una cinepresa prestata dal suo capo, nel garage dei suoi genitori. Successivamente inizierà a lavorare da solo al suo primo corto: Newman Laugh-o-Grams, nel 1921. Il corto era a carattere giornalistico-politico, mentre il titolo è dato dall’omonimo teatro Newman, che era il committente, ma dalla sua vendita non ricavò nulla se non i soldi che aveva speso per realizzarlo. 

Walt Disney si trasferì in Oregon, comprò una cinepresa universale e con l’idea di fondare un nuovo studio affittò un piccolo laboratorio con i suoi risparmi. In pochi si presentarono per collaborare con lui, e di quei pochi non siamo neanche a conoscenza dei nomi; sappiamo però, che realizzarono il corto Little Red Riding Hood, nel 1922. Walt assunse nello studio Fred Harman, che diventerà uno dei suoi più grandi collaboratori. Nel frattempo Laugh-o-Grams era diventato un brand, tanto che Disney decise di quotare l’azienda in borsa, ma dopo questo investimento i guadagni non tornarono a salire. 

Outis Fumetti Fred Harman cartoonist cow boy
Fred Harman

In quegli anni Disney era affascinato dalla tecnica mista dei fratelli Fleischer, che faceva interagire gli attori in carne e ossa con dei personaggi animati, quindi decise di imitarli realizzando “Alice in Wonderland” con la bambina Virginia Davis come protagonista. Margaret J. Winkler, una produttrice di Holliwood, commissiona allo studio di Walt una serie animata basata sul corto di “Alice in Wonderland”, ma per problemi di produzione il girato si brucia, così le riprese ricominciano da capo portando Laugh-o-Grams ad un inevitabile fallimento.

Virginia Davis | Dr. Grob's Animation Review
Virginia Davis

Charles Mintz, che si occupava della produzione dello studio, ottiene un contratto con Universal, che commissiona a Disney la creazione di una mascotte nuova, che non sia il “solito gatto”. Così ne esce fuori un coniglio di nome “Oswald the Lucky Rabbit”, nome che in realtà fu selezionato estraendolo da una infinità di possibili nomi. Inizia così la produzione di una serie da 26 episodi basata su Oswald, che cominciò con il corto Poor Papa, uscito nel 1927. La comicità “grezza” di Disney e Iwerks li mette in contrasto con Harman e gli altri senior dello studio, che quindi passano dalla parte di Charles Mintz e fondano un nuovo studio per lavorare su Oswald.

Oswald The Lucky Rabbit: Oh Teacher (1927) - video Dailymotion

Dopo il fallimento di Laugh-o-Grams Walt tornò a Kansas City e, sempre sotto produzione di Margaret Winkler, si mise al lavoro su due serie da sei corti animati, le “Alice Comedies” prodotte dal 1923 al 1927. Questo progetto venne affidato al neonato Disney Brothers Studio nella città di Kingswell col fratello di Walt, Roy, che ne gestiva le finanze. Nello studio lavorano Iwerks e Harman e vengono assunte anche molte donne, cosa del tutto eccezionale per l’epoca, compresa Lilian Bounce, futura moglie di Disney. Lo studio naviga in buone acque fino al 1925, anno in cui, oltre al matrimonio di Walt, avviene il licenziamento di Iwerks a seguito di un litigio. Disney inizia ad avere dei problemi con Margaret Winkler e suo marito, perché lo controllano per mezzo del fratello di Margaret, George; e nel 1926 anno di uscita “Alice’s Brown Derby” i coniugi Winkler danno tutto il merito del successo dei corti proprio a George che si occupava del montaggio. Il nome dello studio viene cambiato in Walt Disney Productions, i senior dello studio non vedono di buon occhio questa mossa e decidono di creare uno studio separato dove poter lavorare senz

Walt Disney è al verde e sembra essere arrivato il suo capolinea artistico, eppure lavorando incessantemente gli viene un’idea che per lui era in grado di sbaragliare la concorrenza: “Mortimer Mouse”, una nuova mascotte che poi, sotto consiglio della moglie di Disney, cambierà nome in “Mickey Mouse”, e grazie alla mano di Iwerks verrà anche modificata nel design. Disney e Iwerks scrivono la sceneggiatura per Playing Crazy, ma a causa dell’introduzione del sonoro nei film, il settore dell’animazione è in forte calo e non riescono a vendere la sceneggiatura. Walt allora, ebbe l’idea di aggiungere per la prima volta la musica e gli effetti sonori ad un’animazione, (idea che poi sarà alla base della serie di successo Silly Sinfony) così dopo aver assunto il compositore Wilfred Jackson, Disney riesce nell’impresa e il18 Novembre del 1928 esce nei cinema Steemboat Willie, il leggendario corto da 5 minuti che rimase nelle sale per 13 giorni. Grazie a questo successo Walt Disney aggiunse il sonoro agli altri corti, e riuscì a riconquistare la sua reputazione. Da lì in poi la vita artistica dello studio andò solo migliorando e, nonostante i numerosi periodi di crisi che ha dovuto attraversare (come quello causato dalla seconda guerra mondiale), è riuscito ad arrivare ai giorni nostri come uno dei più grandi, se non il più grande, colosso dell’intrattenimento a livello globale.

 

Fonti: La biografia di Walt Disney

2 commenti su “Le Origini del Genio: monografia su Walt Disney”

  1. Paola ha scritto:

    Bravi, bell’articolo interessante e ben fatto!!P.B.

  2. Massimo ha scritto:

    Ben scritto sia nella forma, nella composizione, e nell’articolazione del pezzo.
    Bravi ragazzi.
    Massimo

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