Artemis 1 e l’importanza dell’esplorazione spaziale

20 luglio 1969. Louis Armstrong è il primo uomo a mettere piede sulla luna. 
Oggi, 16 novembre 2022, dopo numerosi rinvii e tentativi di lancio, l’uomo riparte in direzione della luna, per recuperare informazioni importanti che permetteranno un ulteriore grande passo per l’umanità.

Foto di Robert Karkowski

Perché ritornare sulla luna? La Nasa risponde: “Stiamo tornando sulla luna per le scoperte scientifiche, benefici economici, e per l’ispirazione che vogliamo dare alla nuova generazione di esploratori”
Artemis 1 è un test, l’inizio del grande progetto Artemis: NASA punta a realizzare la prima presenza a lungo termine dell’uomo sulla luna attraverso la costruzione di una vera e propria base sulla superficie lunare, sarà una vera e propria colonizzazione, la prima nello spazio. Ciò potrebbe offrire numerose opportunità future, e tra queste la più importante è senza dubbio l’atterraggio dell’uomo su Marte.

Questa missione fa riflettere profondamente sul grande contributo che la ricerca spaziale può dare all’umanità: lo spazio è infinito e infinite sono le possibilità di ricerca in qualsiasi campo (scientifico, biologico, mineralogico, quantistico).
Grazie ad Artemis le nuove generazioni potranno avere il privilegio di aver assistito ad un progetto rivoluzionario dal quale, senza dubbio, rimarranno ispirate.

Lo Space Launch System di Artemis.
Crediti: NASA/Joel Kowsky
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Il razzo che lancerà Orion – la capsula che, nei futuri progetti targati Artemis, conterrà al suo interno l’equipaggio – è il più potente mai creato prima d’ora. Il suo compito sarà quello di permettere alla capsula di raggiungere l’orbita lunare, arrivando a superare il lato nascosto della luna. Anche le prestazioni della capsula stessa e del sistema di lancio sono senza precedenti: si prevede che, al momento del ritorno sulla terra, Orion viaggerà a una velocità mai raggiunta prima. Incredibile che si tratti solo della prima fase del progetto. Questi risultati saranno frutto dell’arduo lavoro compiuto da ingegneri aerospaziali e scienziati ed è normale che il lancio sia stato rimandato continuamente: bisogna ottenere il massimo delle prestazioni. L’imprevisto non può essere – come è stato – solo l’arrivo di un uragano o di un improvviso rovescio: il tempo deve essere perfetto, non ci deve essere una singola precipitazione. E’ necessario ricordare che il lancio di un razzo non è una forma di intrattenimento: ci sono in ballo miliardi di dollari il cui spreco va ridotto al minimo.

Immagine che spiega la struttura e il ruolo di Orion
Crediti: NASA

Da secoli la luna è sempre stata ispirazione per poeti e letterati: per Leopardi è un punto di riferimento fondamentale, per Ariosto è il luogo in cui è racchiuso il senno di tutti gli uomini. Questo evento ha dunque anche un grande valore emotivo: l’essere umano ha il dovere di emozionarsi davanti alla bellezza dell’esplorazione spaziale, che è il simbolo della tendenza della conoscenza umana all’infinito.

2 commenti su “Artemis 1 e l’importanza dell’esplorazione spaziale”

  1. Michela De Santo ha scritto:

    Grande Niccolò!!!!!
    Il mio “vecchio” alunno non si smentisce mai. La sua tenacia, la sua curiosità, il suo rigore civile e morale (e potrei allungare ancora molto l’elenco), stanno facendo di lui un grand’uomo. Già mi vedo ex maestra vecchia e bacucca rilasciare un’intervista a qualche giornalista nella quale mi si chiede: “Com’era Niccolò alla scuola elementare?”.
    Grazie Niccolò per averti incontrato e avermi permesso di insegnarti qualcosa.
    Ah, dimenticavo. Del tuo articolo mi è piaciuto molto l’accostamento tra la scienza e l’emotività, tra le conoscenze e le emozioni, Bravo!!!!

    1. Niccolò Nizza ha scritto:

      Grazie maestra, sono contento che Le sia piaciuto.

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