Il mistero di Eleanor Rigby

Eleanor Rigby è una delle canzoni più famose e ascoltate dei Beatles, ma dietro una melodia malinconica e ricca di archi, si cela un grande mistero: Chi è Eleanor Rigby?
Forse un’amante di Paul McCartney? Una figura inventata? O la personificazione della solitudine dell’autore?

Proprio dietro questo scenario i fan più appassionati hanno dato vita a una serie di teorie intriganti e a volte complottistiche per cercare di dare un volto alla figura femminile, che appare come protagonista della canzone della band britannica.

Eleanor Rigby fa parte del settimo album dei Beatles, Revolver, uscito nel 1966. Già dal primo ascolto risalta l’unicità della canzone, che si distacca completamente dallo stile rock e blues proveniente dall’America, prediligendo un arrangiamento più armonioso ed equilibrato. Tutto ciò va in contrapposizione con il vero contenuto della canzone, caratterizzato dal pizzicato insistente dell’ottetto di archi (quattro violini, due viole e due violoncelli), che ci racconta l’infelice e solitaria vita di Eleanor Rigby che, incapace di esporsi, guarda da lontano la felicità altrui.

La storia è ambientata in una chiesa, in cui l’ormai anziana signora Rigby sta cercando di raccogliere il riso rimasto dopo un matrimonio. Vive in un sogno, ci dice la canzone, aspettando alla finestra qualcuno che la salvi. Purtroppo nessuno la salverà perché la Rigby morirà in completa solitudine in quella stessa chiesa, e nessuno andrà al suo funerale se non il prete, Father McKenzie, anch’egli solo, fragile e bisognoso di affetto.

The Beatles: da destra John, Ringo, Paul e George

«Ho inviato una lettera a Paul per ringraziarlo: la sua musica è stata molto importante per il miglioramento di molti bambini del centro che gestisco». Parole di Annie Mawson, musicoterapeuta, direttrice di un ente di beneficenza chiamato Sunbeams Trust, tratte da un’intervista in cui confermava la reale esistenza della Rigby. «Dopo poco tempo ho ricevuto una risposta – continua Annie Mawson – una mattina mi arrivò una lettera in una busta marrone con il logo del tour McCartney. Ero molto incuriosita perché sapevo che doveva venire da lui. Dentro questa busta c’era una pergamena del 1911 proveniente da un ospedale di Liverpool. Sul documento c’erano diversi nomi di persone che dichiaravano di aver ricevuto il loro stipendio e una di loro era una sguattera chiamata E. Rigby

Purtroppo la storia della Mawson ebbe vita breve, poiché fu lo stesso McCartney a intervenire smentendo la storia: «Se qualcuno vuole spendere soldi per un documento che prova l’esistenza di un personaggio di fantasia per me va bene…. Ci tengo a precisare che il titolo della canzone è stato ispirato dal nome della protagonista del film Help!, Eleanor Bron, e dal cognome di un mercante di vini di Bristol, Rigby.» McCartney era intervenuto per fare chiarezza dopo la notizia che Anne Mawson aveva deciso di mettere all’asta il documento falso.

Dopo questa vicenda scoppiò un periodo di panico, in cui le teorie più fantasiose sull’identità della Rigby cominciarono a farsi strada nel pensiero popolare, ignorando completamente l’affermazione di McCartney.

statua di Eleanor Rigby a Stanley Street Liverpool, Inghilterra

«Scoperta la lapide della Eleanor Rigby dei Beatles nel cimitero di Woolton a Liverpool (nata nel 1895 e morta del 1939)». Questa notizia, uscita negli anni Ottanta sul quotidiano The Guardian, fu ripresa da moltissimi fan dei quattro ragazzi di Liverpool, che per alimentare le loro ipotesi si concentrarono sulla figura del cimitero, che dista poco dal luogo del primo incontro tra Paul e John. Questa semplice corrispondenza portò i fan a pensare cha la figura di Eleanor Rigby fosse un simbolo, una figura salvifica artefice dell’incontro tra i due musicisti.

Ad attirare l’attenzione è anche la presenza di un altro personaggio protagonista della canzone: Father McKenzie, ma prima che il brusio dei fan potesse intervenire, Paul disse: «Per quanto riguarda il personaggio di Father McKenzie, è solo la rappresentazione del prete cattolico per eccellenza, non è un individuo in particolare. All’inizio si doveva chiamare Father McCartney ma non volevo che le persone confondessero il personaggio prettamente inventato con mio padre quindi, anche con l’aiuto del nostro caro amico Pete Shotton, ci mettemmo a cercare sull’elenco telefonico un nome che funzionasse, così venne fuori McKenzie.»

statua dei Beatles, Liverpool

I personaggi di Paul sono così psicologicamente complessi e indecifrabili che hanno attirato subito l’interesse su di loro.
Probabilmente, se non ci accontentiamo della spiegazione fornita da Paul, non avremo mai un’effettiva risposta alla nostra domanda. Possiamo solo ipotizzare che il genio creativo di McCartney sia riuscito a scavare così nel profondo dell’animo umano da personificare alcuni dei suoi aspetti più ignoti.

Alla fine riaffiora una realtà inconfondibile: cerchiamo sempre la verità quando l’abbiamo davanti ai nostri occhi. E tutto a un tratto la vediamo lì, riflessa nel nostro specchio, l’immagine di Eleanor Rigby: la nostra solitudine.

16 commenti su “Il mistero di Eleanor Rigby”

  1. tina ha scritto:

    Bellissimo articolo, hai davvero talento! <33

  2. gaia ha scritto:

    bellissimo articolo!! complimenti. Eleonor Rigby è la mia canzone preferita dei Beatles, e questo articolo mi ha ricordato che molto spesso, andiamo cercando un’ipotetica Eleanor Rigby esistita veramente, ma dovremmo soltanto chiudere gli occhi e goderci la canzone in sè, senza tutte queste domande. Un abbraccio 💕

  3. Rosa ha scritto:

    Brava Valeria, articolo interessante.

  4. Danilo ha scritto:

    Complimenti, un articolo molto interessante

  5. Spitaleri Nunziato ha scritto:

    Bellissimo articolo molto significativo bravissima

  6. Helga ha scritto:

    Comprendere il significato di questo brano spinge a fare riflessioni profonde, a cercare oltre le parole il vero messaggio…è ciò che bisognerebbe sempre fare per non fermarsi alla superficie delle cose, per non giudicarle solo dal loro aspetto. Ottimo punto di vista il tuo Valeria, complimenti.

  7. Nicola ha scritto:

    Complimenti Valeria hai fatto un lavoro eccellente.

  8. Tita ha scritto:

    Molto interessante.

  9. Marina Saladini ha scritto:

    Complimenti Valeria, molto interessante il contenuto, scorrevole ma mai banale il tuo racconto. Grazie, tra l’altro è una delle mie canzoni preferite!

  10. :) ha scritto:

    Spitaleri la best giornalista ever

    Luv <3

  11. Sara ha scritto:

    Ciao Valeria, complimenti per questo articolo molto interessante e ben curato, continua così 💪

  12. Sara ha scritto:

    Ciao Valeria, complimenti per questo articolo, continua così 💪

  13. Agata ha scritto:

    Complimenti ottimo articolo veramente interessante.

  14. Stefano ha scritto:

    Complimenti Valeria, articolo profondo maturo e molto interessante. Invito tutti a leggerlo. Brava

  15. Vincenzo ha scritto:

    Articolo avvincente ed interessante, complimenti

    1. MARIAGRAZIA ha scritto:

      Complimenti Valeria,ho letto l’articolo tutto d’un fiato e davanti a me vedevo la personificazione dei personaggi. Hai un modo di scrivere chiaro e lineare…si percepisce che dietro i tuoi articoli c’è un grande lavoro ma soprattutto emerge tutta la tua passione.

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