Il Giardino dei Tarocchi, un incanto ispirato da Gaudì

Aurelia, Capalbio, sud della Maremma.
È qui dove il nostro viaggio ha inizio: in una zona di passaggio, alla quale non tanti prestano attenzione.
Al primo accenno di una paesaggistica tipica della Toscana, scorgiamo delle figure in lontananza, dei giganti, silenziosi scrutatori del territorio circostante.
Ma non dobbiamo avere paura: si tratta delle affascinanti creazioni di Niki de Saint Phalle, pittrice, scultrice e artista francese, la mente che ha ideato il Giardino dei Tarocchi.

Il Giardino dei Tarocchi visto dall’Aurelia.

È una mite giornata del 1979 quando Niki poggia la prima pietra del parco. La sua ispirazione? Parque Guell, Barcellona. “Nel 1955 andai a Barcellona e vidi per la prima volta il meraviglioso Parco Guell di Gaudì. Capii che mi ero imbattuta nel mio maestro e nel mio destino: tremavo in tutto il corpo. Sapevo che anche io, un giorno, avrei costruito il mio giardino di gioia, un piccolo angolo di paradiso. Un luogo d’incontro tra l’uomo e la natura“. Niki ci parla, come una narratrice onnisciente, delle sue creature di ferro e ceramiche ispirate agli Arcani Maggiori, le carte dei tarocchi.

Seguendo le parole di Niki, ci addentriamo all’interno del giardino. Finalmente possiamo soddisfare la nostra curiosità, e conoscere di persona le importanti presenze visibili dalla strada: i primi a presentarsi sono la Papessa e il Mago. Quest’ultimo ci sorride, ci trasmette vibrazioni positive, accogliendoci, mentre la Papessa è una figura più silenziosa, ma questo silenzio trasmette la sua saggezza appieno.

Il Mago (sopra), la Papessa (sotto).

Salendo ancora, facciamo conoscenza dell’imperatrice: headquarter di Niki, suo marito Jean Tinguely (l’ideatore delle varie opere in ferro sparse per il parco), e tutti coloro che hanno collaborato alla realizzazione del giardino.
“Ho vissuto per anni dentro questa madre protettiva”, ci racconta Niki. In effetti, è stata la sua casa per sette anni durante i lavori di costruzione. Al suo interno, possiamo ancora vedere i segni della sua vita quotidiana, forse l’unica certezza in un giardino in continua evoluzione.

L’esterno dell’Imperatrice.
L’interno dell’Imperatrice.

Non c’è una parte del parco che non sia curata nei minimi dettagli: anche il camminamento su cui i nostri piedi poggiano è costellato di simboli, geroglifici e storie, le quali ci portano verso l’Imperatore.
Un luogo di riflessione, di meditazione, dove ci si può far trasportare in nuovi mondi anche solamente chiudendo gli occhi: infatti, le sue variopinte colonne, hanno tutte una loro unica storia e forma.

L’Imperatore.
Colonne. (particolare)

“Un posto che faccia gioire gli occhi e il cuore”. Niki descrive il suo parco come un luogo sicuro, dove lasciare andare i propri pensieri e perdersi, senza pensare allo scorrere del tempo e ricaricarsi. Nei tarocchi, la carta della forza vitale è proprio il Sole. Un grande uccello ad ali aperte, che ci accoglie e solleva i nostri spiriti, come un padre guardiano.

Il Sole.

Potremmo parlare delle altre opere all’infinito, ma il giardino va vissuto da ogni visitatore per coglierne la magica energia, come ha sempre immaginato Niki durante la sua realizzazione, volendo offrire al visitatore la possibilità di lasciare, una volta entrato, alle spalle la vita reale ed entrare in un mondo onirico. trovare la felicità.
“A me dà più soddisfazione fare qualcosa di bello per gli altri e per me che avere, avere, avere, avere…. sempre di più, di più, di più, di più……”

7 commenti su “Il Giardino dei Tarocchi, un incanto ispirato da Gaudì”

  1. Melissa ha scritto:

    Non ho mai avuto il piacere di perdermi fisicamente tra queste creazioni fantastiche ma grazie alla tua descrizione minuziosa e profonda, carica di appassionante ammirazione di chi ha uno sguardo che va nel profondo, ho avuto la sensazione di trovarmi a percorrere quei sentieri tra le tanto decantate opere di cui i miei occhi han goduto la visione nella mia immaginazione…grazie per il “viaggio” in cui mi hai trasportata e sapientemente guidata!

  2. Angelica ha scritto:

    Complimenti per la semplice e perfetta descrizione che hai fatto di questo meraviglioso giardino dei tarocchi, sicuramente merita moltissimo di essere visitato,
    grazie e complimenti ancora…

  3. Tiziana alfarano ha scritto:

    Brave ! avete colto in pieno quello che l’artista voleva trasmettere….ai visitatori……
    È importante che ragazze così giovani facciano conoscere a chi ignora l’esistenza di posti splendidi come il giardino dei tarocchi ..

  4. Patrizia ha scritto:

    Sicuramente il giardino dei tarocchi merita una visita.Mi sono vista catapultata in questo posto magico tra queste creature di ferro e ceramica e tutto ciò è successo solo leggendo la tua la minuziosa descrizione …..sei stata brava…. complimenti

  5. gaia ha scritto:

    posto bellissimo, raccontato da questo articolo in modo molto interessante e chiaro. in attesa di altri articoli, sperando che siano belli come i tuoi.

  6. Helga ha scritto:

    È la narrazione di un luogo veramente magico e non ai molti noto, è l’invito ad oltrepassare la porta tra realtà e sogno, tra certezza e mistero… a vivere il giardino non con il semplice sguardo del visitatore ma con lo spirito di chi vuole emozionarsi e lasciarsi cullare dalle mille luci riflesse che con i loro giochi di colore illuminano la parte più profonda dell’essere umano. Continua così!

  7. Valeria ha scritto:

    Articolo molto interessante, hai descritto benissimo questo luogo mettendone in risalto la particolarità e unicità… Hai colto a pieno l’intento dei suoi creatori. Complimenti.

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