Nuoto sincronizzato: quando il nuoto incontra la danza

Socializzazione, divertimento ed eleganza. Questi gli ingredienti del nuoto sincronizzato, lo sport che unisce danza, nuoto e ginnastica dando vita alle affascinanti coreografie – singole, a duo o di squadra – eseguite a ritmo di musica, che forse ci è capitato di vedere in TV.

La musica è un elemento fondamentale nel nuoto sincronizzato. Essa viene percepita anche sott’acqua grazie alle “sonde”, e accompagna le performance delle atlete dagli scintillanti costumi personalizzati e dagli chignon raffinati, che indossano dei naselli di gomma per evitare che l’acqua entri nel naso.

Non dobbiamo però dimenticare, che nel nuoto sincronizzato non si parla solo di atlete, ma anche di atleti, addirittura – forse stenterete a crederlo – inizialmente il nuoto sincronizzato era praticato unicamente da maschi. È solo nel XX secolo che la situazione si ribalta. Gli atleti maschi, infatti, non poterono partecipare ai campionati più importanti, fino ai Campionati Europei di Nuoto del 2016, i primi aperti anche agli uomini, e ai Campionati Mondiali di Nuoto del 2015, in cui fu introdotta la disciplina del duetto misto.

Il campione mondiale Giorgio Minisini con la partner Lucrezia Ruggiero

Teatri di Londra e Glasgow ospitavano le prime esibizioni di questa attività sportiva, mentre la prima competizione si svolse a Berlino nel 1891.
Dapprima chiamato “balletto acquatico”, con la presentazione dello spettacolo “The Kay Curtis Modern Mermaids” a Chicago nel 1934, tale sport venne definito “nuoto sincronizzato”, fino al 2017, quando è stato rinominato “nuoto artistico” dalla FINA.

Entrato a far parte del programma olimpico con i Giochi di Los Angeles 1984, il nuoto sincronizzato (o artistico) si diffuse in Italia a partire dal 1972, grazie all’impegno dell’insegnante di nuoto Romilde “Rumy” Cucchetti, che decise di far provare ai suoi allievi il dorso alternato, ritmando i movimenti.

Così, nel 1976, si formò la prima squadra di nuoto sincronizzato, le «telline», composta da sette bambine e un bambino.

In una squadra, ogni atleta ha il proprio compito: la flyer è la sincronetta che viene lanciata, le basi sono le atlete che sostengono la flyer nel momento del salto; infine ci sono gli spintori, ovvero le sincronette che forniscono la forza alla base per facilitare la spinta della flyer.

Il lavoro di squadra sviluppa la capacità di relazionarsi, di collaborare e di rilassarsi. Ma questi non sono gli unici benefici del nuoto sincronizzato, che favorisce anche un’ottima padronanza motoria, una chiara percezione del proprio corpo e la capacità di concentrazione. Precisamente vengono potenziate le seguenti abilità motorie: la resistenza, la capacità di accoppiamento e combinazione dei movimenti, la capacità di orientamento spazio-temporale e di ritmo e la mobilità articolare, richiesta da numerose figure come la spaccata.

Come per ogni sport, nel nuoto sincronizzato non mancano regole e competizioni.
Le regole principali prevedono che non venga toccato il fondo della piscina, e che gli atleti sorridano, evitando di fare smorfie durante la performance, in quanto vengono penalizzate dalla giuria.

Le competizioni si dividono in esercizi tecnici ed esercizi liberi. Per i primi ci sono 2 giurie: una si occupa dell’esecuzione, osservando la precisione con cui viene svolta ciascuna figura, l’altra dell’impressione generale, e giudica la coreografia, il sincronismo, la difficoltà e la presentazione. Anche gli esercizi liberi sono esaminati da 2 giurie: una si esprime sul merito tecnico, considerando l’esecuzione, la sincronizzazione e la difficoltà, mentre l’altra valuta l’impressione artistica, tenendo conto della coreografia, della presentazione e dell’interpretazione della musica.

L’idea di questo articolo è partita dal progetto sul nuoto sincronizzato che io e le mie compagne Ludovica Beneton, Viola Cirulli e Miriam De Luca della classe 3°E del liceo “Sandro Pertini di Ladispoli”, abbiamo realizzato su iniziativa della professoressa di educazione fisica Raffaella Del Re.

Disegno di Ludovica Beneton, che introduce il progetto

Qui di seguito sono riportati i link ai video in cui intervisto l’ex campionessa di nuoto sincronizzato Susanna De Angelis, e suo figlio, il campione mondiale Giorgio Minisini, nonché ex studente della nostra scuola.

Un commento su “Nuoto sincronizzato: quando il nuoto incontra la danza”

  1. Nunzia ha scritto:

    Bellissimo articolo e le interviste sono state molto interessanti complimenti all autrice!

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