Greta Olivo a Ladispoli per presentare “Spilli”

Nell’incontro di domenica 26 novembre presso la libreria Scritti e Manoscritti, a Ladispoli, assieme alla professoressa Franca Veronesi, abbiamo avuto l’onore di conoscere una stella nascente nella letteratura italiana, Greta Olivo, che ha presentato il suo toccante romanzo d’esordio, Spilli (Einaudi), grazie al dialogo con il giornalista e scrittore Eugenio Murrali. Il libro segue la storia di una ragazza che, a causa di una malattia congenita, perde gradualmente la vista, aprendo le porte a una coinvolgente esplorazione delle relazioni e della percezione del mondo.

La locandina dell’incontro

La protagonista, Livia, vive con una famiglia premurosa. Tuttavia, la scoperta della sua malattia, la retinite pigmentosa, la costringe ad affrontare una realtà diversa. Gli Spilli rappresentano le lettere minuscole sul cartellone dell’oculista, simbolo della sua visione distorta, un riferimento all’opera Il mare non bagna Napoli di Anna Maria Ortese.

Livia spera di recuperare la gioia di vedere, ma si rende conto amaramente che questo desiderio non potrà avverarsi. Nonostante il modello familiare positivo e il supporto di chi la circonda, fa fatica ad accettarlo. Il romanzo esplora i cambiamenti nei rapporti della protagonista con la famiglia, ma soprattutto con tre amici significativi. La retinite pigmentosa, malattia ereditata dal nonno, irrompe nella spensieratezza infantile, portando alla lotta contro una minaccia esterna, ma anche intrinseca, alla ricerca di un equilibrio adolescenziale che si pone a metà strada tra la luce e l’oscurità.

Olivo si sofferma sulle relazioni umane, rifiutando la consolazione facile. Spilli offre un’analisi intensa delle dinamiche familiari, con una madre preoccupata e un padre devoto, evidenziando l’accettazione di una condizione non del tutto nuova. La perdita del nostro principale senso diventa anche un modo per ignorare o ridimensionare l’importanza data allo sguardo altrui.

Il romanzo affronta temi profondi, attraverso il contrasto oscurità-luce e un lessico ricco. La ragazza si trova ad affrontare la cecità in modo coraggioso, sulle orme dei miti greci di Tiresia ed Edipo, ma ribellandosi all’idea di diventare un’eroina. Non vuole, quindi, essere un esempio, come il poeta Omero, di come una disabilità renda speciale un individuo.

Sotto questo punto di vista, Spilli non è un romanzo consolatorio; al contrario, Olivo sfida i lettori con un lessico antitetico che riflette la realtà distorta di chi vive con la retinite pigmentosa. Livia, con la sua visione alterata e confusa, offre una prospettiva unica sull’amicizia, contemporanea e veritiera.

Intriso di immagini vivide e realistiche, il romanzo descrive il panorama di Roma nord nei primi anni 2000. L’autrice è riuscita a immedesimarsi nei panni della protagonista grazie al tempo che ha dedicato nel Centro Regionale “Sant’Alessio – Margherita di Savoia per i Ciechi” di Roma e a un’importante conoscenza che le ha permesso di relazionarsi più da vicino con la malattia. La cecità, rendendo difficili le azioni apparentemente banali, spinge la protagonista a fare il pieno delle esperienze e notare anche i più piccoli dettagli di ciò che la circonda prima di perdere del tutto la vista e ad attenzionare i sensi che altrimenti darebbe per scontato.

Enea Elshemshiery e Ilaria Fusilli con l’autrice

Con Spilli, Greta Olivo ha creato un capolavoro che esplora la consapevolezza, la resilienza e la visione unica che può emergere anche dalla più grande oscurità. La sua peculiarità è quella di aver presentato la storia di una ragazza qualunque, che si ritrova improvvisamente a fare i conti con la realtà in cui è nata, rendendosi conto di quanto sia importante non dare nulla per scontato, ma imparare a conoscere qualità che nemmeno pensava di possedere. Vi auguriamo una buona lettura.

Un commento su “Greta Olivo a Ladispoli per presentare “Spilli””

  1. Lorenzo Fusilli ha scritto:

    Notevole e interessante lo sforzo fatto dall’autrice nell’immedesimarsi nel personaggio, descrivendone sensazioni e stati d’animo.
    Bravi Enea e Ilaria per la cura nel redigere l’articolo.

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